Reati informatici: cosa fare se sei vittima o indagato

By 9 Gennaio 2026 Articoli

Aggiornato al 9 gennaio 2026

I reati informatici (o cybercrime) comprendono molte condotte: account hackerati, furto di credenziali, phishing, frode informatica, malware/ransomware, danneggiamento di dati, fino a reati più gravi commessi tramite la rete. In Italia sono disciplinati dal Codice Penale e, per le imprese, possono avere riflessi anche in tema di responsabilità dell’ente (D.Lgs. 231/2001).

In questa guida trovi una traccia pratica e operativa su cosa fare:

  • se sei vittima (profilo violato, soldi sottratti, truffa online, dati rubati);
  • se sei indagato o hai ricevuto atti/convocazioni per un presunto illecito informatico.

In 60 secondi: cosa fare subito

  • Vittima: metti in sicurezza account + conserva prove + avvisa banca/fornitore + denuncia/querela + valuta rimozioni/azioni urgenti.
  • Indagato: contatta subito un penalista + non improvvisare dichiarazioni + non alterare dispositivi + prepara una difesa tecnica (log, accessi, contesto).

Indice


Cosa sono i reati informatici (con esempi)

Parliamo di reati informatici quando la condotta illecita riguarda:

  • accessi non autorizzati a sistemi, email, profili social, aree riservate, database;
  • furto/uso di credenziali (password, codici OTP, token, chiavi di accesso) o strumenti per accedere ai sistemi;
  • manomissione/danneggiamento di dati o sistemi (cancellazioni, alterazioni, blocchi operativi);
  • frodi online: pagamenti deviati, finti e-commerce, finti investimenti, phishing bancario, SIM swap;
  • malware/ransomware e ricatti legati alla divulgazione di dati o immagini.

Attenzione: spesso i profili si sovrappongono (es. phishing → furto credenziali → accesso abusivo → frode su pagamenti).


Se sei vittima: checklist completa (hackeraggio, frode online, furto dati)

1) Metti in sicurezza account e dispositivi (subito)

  • Cambia le password (prima email principale, home banking, social, cloud) e attiva 2FA dove possibile.
  • Controlla email/numero di recupero e dispositivi collegati (molti attaccanti li cambiano).
  • Se sospetti un dispositivo compromesso, non fare operazioni sensibili da quel device: usa un dispositivo “pulito”.
  • Aggiorna sistema/antivirus ed esegui una scansione; se serve, valuta assistenza IT/forense.

2) Raccogli prove “bene” (prima che spariscano)

  • Screenshot completi con data/ora, URL, username, notifiche di accesso, email/SMS OTP, movimenti sospetti.
  • Conserva email, chat, ricevute, bonifici, IBAN, wallet address, numeri di telefono usati dai truffatori.
  • Se il caso è serio (danno elevato / impresa / reputazione), valuta una cristallizzazione tecnica con consulente informatico forense.

3) Se c’è denaro coinvolto: avvisa banca e gestori (immediato)

  • Blocca carte, contesta operazioni, chiedi tracciamento e tentativo di recall dove possibile.
  • Apri ticket/segna­la­zione su piattaforme di pagamento, marketplace, exchange, provider email/social.

4) Denuncia / querela: attivare l’indagine

Presentare denuncia/querela è spesso decisivo per far partire richieste a provider, acquisizioni di log e verifiche tecniche. Porta un fascicolo ordinato con:

  • cronologia eventi (timeline),
  • prove (PDF o stampa),
  • dati tecnici utili (email, profili, IBAN, numeri, link, eventuali indirizzi IP se disponibili).

5) Se ci sono dati personali: valuta anche profili privacy (GDPR)

 

Reminder utile: per capire come muoversi correttamente (atti, convocazioni, perquisizioni, sequestri), leggi anche:
Essere indagato: cosa significa e cosa fare.

 

 


Ransomware e “sextortion”: cosa NON fare

In caso di violazione di dati personali (data breach), specie per aziende/professionisti, può esserci l’obbligo di notifica all’Autorità entro 72 ore dal momento in cui se ne viene a conoscenza (nei casi previsti) e, se il rischio è elevato, anche agli interessati. Valuta subito con legale/DPO.

 

  • Non pagare “d’impulso”: spesso non risolve e può innescare nuove richieste.
  • Non trattare da solo con l’attaccante: rischi escalation e perdita di prove.
  • Non cancellare prove (log, email, file, chat): servono per indagini e difesa.

Nei casi urgenti, la gestione corretta è: contenimento tecnico + raccolta prove + attivazione autorità + strategia legale (anche per contenuti e reputazione).


Se sei indagato o accusato di un reato informatico

Se ricevi un atto (invito, avviso, perquisizione, sequestro dispositivi) o temi un coinvolgimento, l’obiettivo è evitare errori “irreversibili” e impostare una difesa tecnica + giuridica.

1) Contatta subito un penalista (meglio se con esperienza in cybercrime)

Nei reati informatici contano i dettagli: log, accessi, dispositivi, account, ruoli e autorizzazioni. Spesso è utile affiancare un consulente informatico forense.

2) Non alterare dispositivi, account, chat

Evitare “pulizie” o cancellazioni: oltre a essere spesso inutile (i dati si recuperano), può peggiorare la posizione e creare ulteriori problemi.

3) Ricostruisci una timeline tecnica

  • Chi aveva accesso a Wi-Fi e dispositivi? Chi conosceva le credenziali?
  • Ci sono accessi da luoghi/ore incompatibili?
  • Il dispositivo era infetto o vulnerabile? Ci sono alert di sicurezza?

4) Valuta le opzioni difensive (senza improvvisare)

  • contestazione dell’elemento soggettivo e del nesso tecnico (attribuzione dell’azione);
  • verifica di autorizzazioni, policy interne, deleghe, ruoli;
  • strategie alternative: riti deflattivi, riparazione del danno, percorsi concordati (solo quando conviene).

Reati informatici più frequenti (norme utili)

  • Accesso abusivo a sistema informatico/telematico (art. 615-ter c.p.).
  • Detenzione/diffusione/installazione di codici o mezzi di accesso (art. 615-quater c.p.).
  • Frode informatica (art. 640-ter c.p.), spesso collegata a phishing e pagamenti.
  • Indebito utilizzo/falsificazione di strumenti di pagamento (art. 493-ter c.p.).
  • Danneggiamento di dati/sistemi (area artt. 635-bis e seguenti c.p.).
  • Strumenti/programmi diretti a danneggiare o interrompere sistemi (art. 635-quater.1 c.p.).

Nota per aziende: alcune fattispecie rientrano tra i reati presupposto della responsabilità dell’ente (art. 24-bis D.Lgs. 231/2001).


Milano: perché la gestione deve essere rapida

A Milano i casi di phishing e frodi online sono frequenti (soprattutto in ambito bancario e societario). La differenza la fa la rapidità: mettere in sicurezza, bloccare i canali di pagamento, conservare prove e attivare correttamente le autorità e i provider. Anche sul fronte difensivo, la tempestività evita errori e consente di impostare subito una difesa tecnica solida.


FAQ

Account Instagram/Facebook/email hackerato: devo denunciare?

Spesso sì, soprattutto se ci sono danni economici, furto d’identità, truffe fatte “a tuo nome” o accessi a dati sensibili. Prima: sicurezza + prove; poi: denuncia/querela con una timeline chiara.

Phishing bancario: posso recuperare i soldi?

Dipende dal caso e dai tempi. La priorità è contestare subito le operazioni e attivare i canali di blocco/chargeback dove possibili, oltre alla denuncia. Tempestività e documentazione sono decisive.

Mi accusano di accesso abusivo ma avevo le credenziali: è comunque reato?

Può esserlo se l’accesso/uso è avvenuto oltre i limiti di autorizzazione o contro la volontà di chi ha il diritto di escludere. La difesa ruota su ruoli, policy, deleghe e contesto tecnico.

La mia azienda ha subito un data breach: cosa devo fare con il GDPR?

Serve una valutazione immediata del rischio e, nei casi previsti, la notifica entro 72 ore all’Autorità e/o agli interessati. Va gestito con legale/DPO e supporto tecnico.

Ransomware: pago o non pago?

Pagare “di impulso” è rischioso e spesso inutile. La gestione corretta è tecnica + legale: contenere l’incidente, conservare prove, attivare autorità e valutare strumenti di ripristino.


Assistenza legale

Se hai subito un reato informatico (hackeraggio, phishing, frode online, ransomware) o sei indagato per un illecito informatico, lo Studio Odescalchi Becattini Andresano e Associati può affiancarti con un’impostazione concreta: raccolta e valorizzazione delle prove, interlocuzione con autorità e consulenti tecnici, strategia difensiva e/o azioni risarcitorie.

Contattaci per valutare il caso e impostare l’azione più efficace.

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